
Fumo di sigaretta e animali: cosa dicono davvero gli studi
I nostri animali non scelgono l'aria che respirano. Vivono dove fumiamo, spesso più vicini a pavimenti e divani su cui le sostanze si depositano, e — soprattutto i gatti — leccano dal pelo ciò che vi si posa. Non è un'impressione: da oltre vent'anni la ricerca veterinaria misura gli effetti del fumo passivo su cani e gatti, e i risultati sono seri.
Gatti: il legame con il linfoma
Lo studio più citato arriva dalla Tufts University e dall'Università del Massachusetts (pubblicato sull'American Journal of Epidemiology nel 2002). Analizzando 180 gatti, i ricercatori hanno visto che quelli esposti al fumo in casa avevano un rischio di linfoma maligno più che doppio (2,4 volte) rispetto ai non esposti. Con cinque o più anni di convivenza con il fumo, il rischio saliva a 3,2 volte.
Perché il gatto rischia di più: la pulizia del pelo
Il gatto si lava leccandosi, e così ingerisce le sostanze cancerogene depositate sul mantello — il cosiddetto "fumo di terza mano". Ecco perché il fumo passivo è associato anche al carcinoma orale a cellule squamose, il tumore della bocca più comune nel gatto: i felini esposti mostrano fino a 4,5 volte più spesso l'alterazione della proteina p53 nelle cellule tumorali. Una bocca a contatto costante con residui tossici è una bocca più fragile.
Cani: tutto dipende dal muso
Nel cane conta la forma del naso. Gli studi della Colorado State University (Reif e colleghi) hanno mostrato che i cani a muso lungo — come collie e levrieri — che vivono con fumatori hanno circa il doppio del rischio di tumori nasali: le sostanze cancerogene restano intrappolate nelle lunghe cavità del naso. Nei cani a muso corto o medio, che filtrano meno, il fumo arriva più in profondità e cresce invece il rischio di tumore ai polmoni (fino al 60% in più).
Non basta fumare in un'altra stanza
All'Università di Glasgow la professoressa Clare Knottenbelt ha misurato la nicotina nel pelo di cani e gatti. Il risultato è netto: anche i gatti con accesso all'esterno assorbono quantità significative di fumo, e fumare lontano dall'animale riduce l'esposizione ma non la azzera. I residui restano per ore su pelo, divani, tappeti e tende, e da lì rientrano nell'organismo. Uccelli, conigli e roditori, con il loro apparato respiratorio piccolo e sensibile, sono ancora più vulnerabili.
Cosa puoi fare, senza sensi di colpa
Smettere è difficile e qui nessuno punta il dito. Ma anche piccole scelte riducono davvero l'esposizione del tuo animale:
- Fuma all'aperto, mai in casa e mai in auto con l'animale a bordo: l'abitacolo concentra tutto.
- Lavati le mani prima di accarezzarlo o di dargli da mangiare.
- Arieggia spesso e pulisci le superfici dove i residui si depositano.
- Tieni il fumo lontano da cucce, lettiere e gabbie.
- Se decidi di smettere, è il regalo più grande che puoi fargli — e anche a te stesso.
Nel dubbio, parlane con il veterinario
Se il tuo animale vive con un fumatore e noti tosse, respiro affannoso, noduli o piaghe in bocca, o cambiamenti di peso, non aspettare: un controllo può fare la differenza. Su Zampaw trovi i veterinari della tua zona in Umbria e prenoti una visita in pochi tocchi.
